lunedì 4 febbraio 2008

La recensione del lettore - Detective Conan n. 37

Come ogni mese è finalmente arrivato il consueto appuntamento con il piccolo/grande Detective. Altro che polizia scientifica, tenente Colombo o Sherlock Holmes, la perspicacia che accompagna ogni sua deduzione non ha euguali. Certo essere suoi amici può portare un po' sfortuna (ad essere sinceri potrebbe fare anche concorrenza alla signora in giallo), ma è il rischio che si corre a conoscere "il più grande detective del XX secolo".
Bando alle ciance, passiamo a commentare questo fantastico numero. Finalmente vedremo la fine dell'ultimo caso lasciato in sospeso nel tankobon 36, "il caso Matsuda": conclusione al cardiopalma con un'intuizione impossibile fatta dal nostro Conan. Non voglio spoilerare nulla a chi non avesse ancora letto questo volume, ma l'unico aggettivo per descrivere le pagine finali del caso è: ASSURDO. Non è umanamente possibile riuscire a capire il luogo di posizionamento delle bombe da quattro semplici lettere ("evit") e dal loro collegamento con la lettera lasciata dal dinamitardo. Secondo me la soluzione gli è stata spifferata da Gosho Aoyama.
Nel secondo caso del giorno abbiamo una rivelazione: anche Kogoro sa risolvere dei casi (senza l'aiuto di Shinichi)!!! Bel caso, sviluppi interessanti (che ci aiutano a capire anche il rapporto tra Goro e sua moglie Eri) e una soluzione inaspettata.
L'ultimo caso del numero prevede il tanto atteso incontro di Conan con gli "Uomini in Nero". Questo file è lasciato dispettosamente a metà dai nostri amici della Star Comics (ci volete proprio male se ci lasciate sempre con il fiato sospeso ad aspettare un mese, dico UN MESE, per sapere come va a finire). Tutto sembra iniziare come al solito, tre personaggi chiedono l'aiuto di Kogoro "il dormiente": avevano affidato ad un famoso programmatore lo sviluppo di tre differenti videogame. Il programmatore è sparito a pochi giorni dalla consegna e viene ritrovato morto in una camera d'albergo. Si viene a sapere che il programmatore ha incontrato un tizio
"tutto vestito di nero e con un forte accento del Kansai": Gin. Shinichi si innervosisce e fa di tutto per recuperare un floppy disk in cui è conservato il diario del programmatore. Non continuo a descrivervi l'appassionante trama di questo caso per non rovinarvi la sorpresa. Buona lettura.


Recensione by: Jy

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