Le leggende di Batman: Neve
Testi Williams e Johnson – disegni Fisher
128 pagine a colori, € 5,95 Editore Planeta Deagostini
Psichedelico, naif, caleidoscopico, visionario, allucinato. Non bastano gli aggettivi per definire il talento di Seth Fisher, il disegnatore morto suicida nel 2005. Quello che colpisce è la cura maniacale nei dettagli, che costringe la lettura a rallentare, a tornare indietro, a confrontarsi con la tavola fino a tradire il senso della narrazione. E’ veramente incredibile il numero di linee, di tratti, dipinto da Fisher in ogni tavola, che riscatta così il confuso Fantastici Quattro/Iron man: Big in Japan, già pubblicato dalla Marvel. Neve è un’opera affascinante, anche nei temi, visto che presenta un Batman alle prime armi che organizza una taskforce di persone normali ai propri ordini.
Ultimates 29
Testi Millar – disegni Hitch
48 pg colori, € 2,50 – Panini Comics Editore
Impossibile non parlare della miglior serie supereroistica in circolazione. Soprattutto impossibile parlarne male. L’impatto di Ultimates, oggi, è probabilmente lo stesso che, negli anni ’60, deve aver generato Stan Lee con i suoi “supereroi con superproblemi”. La capacità di Millar di rendere credibili personaggi a due dimensioni è stupefacente, ed il fatto che vestano spandex o armature tecnologiche diventa quasi accessorio. Hitch è il partner ideale dello scozzese, in quanto, al pari di Romita Jr., sembra maneggiare la tavola in stile schermo a 42”. I due non sono perfetti dal punto di vista dello storytelling, ma, come in un action movie, l’adrenalina fa passare il tutto in secondo piano. Dal punto di vista narrativo questo albo è la conclusione della run di Millar/Hitch, ma lo sceneggiatore lascia la cucina in ordine dopo le due sue abbondanti stagioni: l’America ridotta in ginocchio dalle forze alleate ritrova i suoi eroi, il traditore negli Ultimates paga lo sterminio della famiglia di Occhio di Falco, la carica dei 101 (vichinghi) legittima Thor e le sue aspirazioni di Dio del Tuono.
Molly Manderling
Testi Milani – disegno Micheluzzi
190 pag b/n, € 12,50, Editore Lizard
Milani mette in scena uno straordinario feuilleton ottocentesco molto solido ed intrigante, cui l’originale divisione in capitoli da sei tavole l’uno, dona ritmo e colpi di scena a ripetizione. Molly Manderling è, nel 1888, una delle prime donne chirurgo, chiamata a frequentare un tirocinio di un anno nell’ospedale di Neu-Sterlitz. Qui è coinvolta, suo malgrado, in un complicato intrigo di palazzo degno di un’opera di Dumas o Hugo. Cadaveri eccellenti, eredi al trono, gioielli lasciati in pegno, fascinosi ufficiali, ricatti e tentativi di omicidio, sono ingredienti classici di un opera però mai banale, che hanno in Molly una eroina da romanzi d’appendice, incline al pianto ma mai arrendevole. Non certo al suo apice, ma comunque ottimo, è l’apporto di Micheluzzi, sempre attento ai particolari, raffinato nel contrasto in bianco e nero, essenziale nel tratteggio. Una ristampa economica, quella di Lizard, che merita rispetto, ma cui gioverebbe un apparato critico e storico di supporto, in grado di inquadrare la vicenda, ma soprattutto per completare il recupero filologico di un fumetto datato 1982.
Sleeper – Solo tra le iene
Testi Brubaker – disegni Phillips
144 pg colori, € 11,50 – Magic Press Editore
Brubaker fruga nel cestino dei rifiuti di Jim Lee, inventandosi questa serie basata su di un agente, Carver, infiltrato in una banda di criminali di livello planetario, capitanata dall’ex Wildcats Tao. Solo il capo dei servizi segreti è a conoscenza dell’operazione, ma un giorno Lynch, questo il suo nome, entra in coma. Carver si ritrova ad un bivio: inseguito dai buoni, e visto con sospetto dai cattivi. Operazione rischiosa, dicevamo. Complice anche la cifra stilistica di Sean Philips, che adotta una curiosa narrazione in bilico tra splashpage e piccole vignette. Evidente l’effetto, ma lo storytelling alla lunga ne risente. Il voto resta comunque positivo; la serie è ben scritta, la tensione sempre alta, l’atmosfera alla Clancy riuscita. Complimenti alla Magic per la fattura del volume e l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Sleeper – Solo mosse false
Testi Brubaker – disegni Phillips
144 pg colori, € 11,50 – Magic Press Editore
Secondo capitolo delle avventure dell’infiltrato Holden Carver, e deciso salto di qualità di Sleeper. Brubaker spinge il protagonista in un vicolo cieco, costringendolo a scelte sempre più estreme. Stupefacente come il racconto sembri svilupparsi in modo scontato, salvo accorgersi della indubbia originalità della serie rileggendo il tutto. Ma la vera grande novità, spostando il confronto all’ambito dei comics Usa, è un’altra: in ogni episodio di Sleeper succede un fatto. Mentre il panorama oltreoceano è sempre più caratterizzato da cicli di 4 o più episodi stiracchiati attorno ad un unico plot, Brubaker vara una serie nera, nerissima, in cui il protagonista è costantemente in tensione, ma che sotto le calzamaglie offre più di uno sguardo politico. Da non perdere.
La scena del crimine: un pezzetto di buonanotte
Testi Brubaker – disegni Lark & Phillips
112 pg colori, € 9,30 – Magic Press Editore
Ispirato da sempre ai canoni Hard Boiled, Brubaker paga già in un colpo solo, ed al suo esordio come sceneggiatore, tutti i debiti al genere: la storia racconta di investigatori privati, cadaveri eccellenti, padri putativi, donne fatali e pericolose (si, sono gli stessi ingredienti di Chinatown e Philippe Marlowe). Inevitabile la narrazione in prima persona densa ed intricata, scandita da colpi di scena a ripetizione. Brubaker trova poi dei pards affidabili in Lark & Phillips, cui affidare pennelli classici e dal tono molto realistico. Un noir molto letterario nel suo sviluppo, ed altrettanto cinematografico nelle tavole. Un albo di grande fattura, altamente consigliato a tutti i fan di Hammett, Ellroy, e del Falcone Maltese.
Unknown Soldier
Testi Garth Ennis – disegni Kilian Plunkett
Apparso nell’antologico Il Corvo presenta 27, 28, 29 del 1998.
80 pg colori, Lire 4.000 – Magic Press Editore
L’accusa che spesso è stata rivolta ad Ennis è quella di scrivere sempre la stessa storia, cambiando solo il dosaggio degli ingredienti. Almeno in questo caso l’operazione funziona in pieno. Il linguaggio scurrile, lo sviluppo lineare, la psicologia dei personaggi delineata con brevi dialoghi, sono elementi essenziali per una storia di guerra e azione. Il coraggio con cui William Clyde, grigio funzionario CIA, decide di indagare su di un soldato psicopatico i cui dossier sono regolarmente secretati, è lo stesso con cui lo sceneggiatore solleva il coperchio sulla recente politica estera americana. Il “Soldato Fantasma”, indomito eroe di guerra ai tempi della sua pubblicazione con l’Editoriale Corno, nelle mani di Ennis viene reinterpretato come uno strumento assetato di sangue al servizio degli Stati Uniti in Vietnam o in Nicaragua. Lucido e caustico come poche altre volte, il creatore di Preacher raggiunge il culmine nello straziante finale ambientato nel cimitero di guerra di Arlington.
X-Men: Genesi Letale
Testi Brubaker – disegni Heirsine
Apparso su X-Men Deluxe 137 e 138
112 pg colori, € 3,50 – Panini Comics Editore
Brubaker esordisce sugli X-Men con un fragoroso ritorno alle origini. Inteso come personaggi, situazioni, modo di raccontare e taglio del dialogo. Soprattutto, come suo solito, esordisce con un sacco di carne al fuoco, che riguarda tutti i personaggi di lungo corso. Ciclope, Kitty Pryde, Wolverine, Nightcrawler, Moira Mctaggert, Banshee, tornano, per certi versi, ai loro antichi splendori. Tratteggiati con pochi e misurati accenni, lasciano nell’armadio le divise in pelle ed il destino dei mutanti di tutto il mondo, per riprendersi il proprio glorioso retaggio. Emma Frost, quasi un estranea, in queste pagine, è protagonista, all’inizio del secondo numero, dell’unico passo falso di Brubaker, il quale impiega una tavola intera per giustificarne i poteri. Un accenno lo meritano anche le matite essenziali di Heirsine, cui, rispetto al confuso passato, giovano molto le chine nitide di Hanna e Perkins. L’unico neo è da imputare alla Panini: possibile che le X-serie più mature, figlie di Whedon e Brubaker, meritino compagni di giochi quali i pessimi New X-Men ed Exiles